ANCORA UN RICONOSCIMENTO AL GRUPPO STOLFA EDILIZIA

Abbiamo intervistato Antonio Stolfa, imprenditore capursese che grazie alla sua attività nel campo dell'edilizia ha ricevuto riconoscimento nazionale rivolto all'innovazione di impresa in campo ambientale.

 

Di quale riconoscimento si tratta e con quale motivazione la sua azienda è stata segnalata tra più di 151 imprese in tutta Italia?

Il Premio è un riconoscimento nazionale rivolto all'innovazione di impresa in campo ambientale. Viene attribuito a innovazioni di prodotto, di processo, di servizi, di sistema, tecnologiche e gestionali che abbiano dimostrato di contribuire a significativi miglioramenti orientati alla sostenibilità ambientale e che si segnalino per originalità e per potenzialità di sviluppo, anche in relazione alle specificità territoriali.

Ideato da Legambiente, ha visto negli anni il sostegno e la promozione da parte di Enti, Associazioni e Soggetti Istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell'ambiente.

Il Complesso SOLARIA è stato segnalato dalla giuria come un esempio di buone pratiche ambientali applicate nell’edilizia residenziale, l’edificio ha difatti prestazioni energetiche elevate (Classe A+) e livello di sostenibilità 3 grazie a impianti integrati e a una centrale termica  con monitoraggio e controllo da remoto. Il progetto ha previsto anche la presenza di una cisterna per la raccolta delle acque meteoriche per usi irrigui. Il progetto, entrato nella sperimentazione del protocollo Itaca, in collaborazione con il Comune di Capurso e la Regione Puglia, è diventato un prototipo e un modello di riferimento per il territorio.

 

Ci vuole spiegare meglio in cosa consiste questa collaborazione?

Sappiamo bene tutti che l’UE ha posto come limite il 2020, termine entro cui tutte le nuove costruzioni dovranno essere a impatto quasi zero sull’ambiente. Nello specifico, con la L.R. 13/2008, la Regione Puglia ha promosso ed incentivato la sostenibilità ambientale nell’edilizia residenziale, conferendo agli Enti Locali un ruolo chiave all’interno del sistema disegnato dalla stessa legge. Infatti la norma richiede che i Comuni deliberino in merito alla integrazione dei regolamenti edilizi ed alla graduazione degli incentivi in funzione del raggiungimento dei vari livelli di sostenibilità ambientale previsti dal Protocollo Itaca, e svolgano anche un’attività di controllo e monitoraggio dell’attuazione della legge.  Ed è in tale contesto che il Comune di Capurso, al fine di poter acquisire in maniera ottimale tali contenuti nei propri strumenti di governo, intende sperimentare su un caso pratico l’applicazione del Protocollo nazionale Itaca 2011.  Il Gruppo Stolfa Edilizia, che già da tempo ha sviluppato una forte sensibilità verso il diritto alla salute e ad un ambiente sano, si è reso disponibile a partecipare a tale sperimentazione proponendo il complesso “Solaria” come progetto pilota, impegnandosi a conseguire per l’edificio il livello di sostenibilità concordato dalle parti. D’altro canto, in virtù del protocollo d’intesa del 31/01/2012 tra Comune di Capurso e Regione Puglia, quest’ultima fornirà la propria disponibilità e supporto tecnico con l’obiettivo di poter sviluppare, grazie al riscontro pratico e applicativo, le proprie funzioni previste dall’articolo 3 della L13/’08.

 

Quali sono i vantaggi e le prospettive future?

Saranno i fruitori dell’immobile a godere dei maggiori benefici con un risparmio economico fino al 90% rispetto alla media delle case oggi sul mercato, assenza di difetti costruttivi ed una rivalutazione dell’immobile, senza dimenticare la tutela dell’ambiente e della salute.

Inoltre, poiché le scelte progettuali sono state influenzate da valutazioni sui parametri climatici locali, le peculiarità del luogo e l’irraggiamento solare, l’edificio avrà un bassissimo impatto ambientale e di conseguenza:

- un minor consumo di energie non rinnovabili a favore di quelle rinnovabili,

- emissioni di CO2 quasi pari allo zero, con conseguente riduzione degli scarichi inquinanti,

- miglior microclima per il mancato sollevamento delle polveri,

- maggior comfort e tutela dell’ambiente, del clima e della salute.

Per l’impresa invece, costruire con materiali e sistemi innovativi ed ecosostenibili, implica nell’immediato effettuare maggiori investimenti e ricercare risorse umane con professionalità specifiche. Il risultato atteso dunque, non è prettamente quello di un maggior profitto, ma riuscire ad essere più concorrenziali in un mercato in cui la domanda è nettamente in calo  ma anche più esigente. In termini occupazionali, poiché si richiedono competenze ben precise sia nella manovalanza che nella consulenza dei professionisti, si potranno creare nuovi posti di lavoro puntando soprattutto sui giovani.

 

Quali progetti ha in cantiere per il 2014? Ci vuole dare qualche anticipazione?

L’azienda inizierà prestissimo la costruzione di un altro edificio di dimensioni inferiori rispetto al Complesso Solaria, ma sempre con gli stessi criteri e sistemi costruttivi, anzi sicuramente con qualche altra innovazione rispetto al precedente per renderlo ancora più performante. L’obiettivo che ci poniamo è quello di costruire sempre più abitazioni a impatto pari quasi a zero.

 

La crisi dell’edilizia pugliese quanto la preoccupa e quali le strategie per risanare un settore trainante dell’economia locale?

Mi preoccupa tanto se non si adottano a breve termine nuove forme di investimento pubblico-privato offrendo al settore del mercato immobiliare l’occasione per essere promotore di iniziative che vadano ad equilibrare il bisogno di case ed infrastrutture con gli obiettivi della sostenibilità e della competitività. La crisi dell’edilizia non deriva dalla mancanza di progetti o dalla scarsa domanda di acquisto, ma dalla sempre più difficile erogazione di mutui sia alle imprese che alle famiglie. Fondamentale è conciliare la qualità della vita con lo sviluppo economico ed il profitto. Una delle poche soluzioni credibili nell’attuale scenario dell’attività edilizia in Italia è il Social Housing in cui pubblico e privato trovano una forte sinergia, cercando di far emergere quello che fino a qualche anno fa era il ceto medio attraverso nuove forme d’acquisto a prezzi calmierati. Non meno importante per il risanamento del settore è la riqualificazione urbana riutilizzando e sostituendo il vecchio, e sfruttando le aree dismesse.  

 

Ha affermato con un pò di amarezza che l’esempio virtuoso della sua azienda è poco imitato. Come si potrebbero tutelare i consumatori dalle azioni ingannevoli di alcuni concorrenti che mirano alla non-sostenibilità?

Il punto di partenza sono le Università ed il mondo della ricerca per un’adeguata formazione degli ingegneri ed architetti. Formazione ed informazione tecnica anche per i costruttori e i loro collaboratori, affinchè possano valutare la competitività delle eco-case sul mercato, in termini di minori costi di gestione, di convenienza ed appetibilità per gli acquirenti. E’ inevitabile non sottolineare la necessità di una legge per la regolamentazione dell’accesso all’attività di impresa nel settore dell’edilizia. In Italia, a differenza di paesi come Germania e Francia, non esiste un percorso formativo obbligatorio di accesso alla professione, né tantomeno un sistema sanzionatorio per chi, con troppa facilità, fa abuso del concetto di sostenibilità - effetto green washing - rischiando di confondere sia i consumatori che gli stessi addetti ai lavori. L’altro punto dolente è l’assenza di uno standard di certificazione prestazionale degli edifici a supporto di quella di processo, in quanto solo con un monitoraggio nel tempo si può garantire la qualità del prodotto.

 

Qual è/sarà il suo contributo in tal senso?

L’obiettivo è rendere questo progetto un modello a cui tutti gli attori del settore si ispirino nella convinzione che utilizzare fonti alternative per costruire edifici a energia quasi zero, diventi una prerogativa vincente per il benessere della salute e la tutela dell’ambiente. Ed è per questo che già dall’inizio dei lavori ho partecipato attivamente a diversi eventi per presentare e descrivere il progetto suscitando l’interesse dei molti presenti. E sempre sulla stessa onda sto pensando ad una inaugurazione appena il complesso sarà terminato, e quindi a breve, aprendo le porte a tutti i cittadini di Capurso, ai tecnici, consulenti, ed a chiunque vorrà testare con mano ciò che è stato realizzato organizzando magari anche dei tour guidati all’interno dell’edificio.

Redazione

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