IMPEGNO COMUNE PER UNA CITTADINANZA ATTIVA

Riceviamo e pubblichiamo un interessante riflessione del nostro concittadino MArio Boezio, in merito alle appena trascorse elezioni comunali.

 

LA PARTECIPAZIONE

Impegno comune per una cittadinanza attiva

 

Da pochissimo si sono concluse le elezioni delle nuove giunte amministrative, sia comunali che regionali; auguri e buon lavoro agli eletti quindi!

Si e' spento il fermento preelettorale e se ne riaccendono altri, come quello dei nominati (con la lunga lista di impegni e relative priorità), quello dei non eletti e quello di tutti gli altri cittadini, ansiosi di verificarne l'operato.

Relativamente alle consultazioni comunali, il numero dei candidati era di tutto rispetto (centinaia..!) e una gran parte di loro ovviamente erano volti noti.

Come previsto quindi non sono mancate le richieste di voto, più o meno esplicite, in virtù del fatto che tanto siamo tutti parenti, amici e conoscenti.

Un po' per gioco quindi mi sono divertito a chiedere a ciascuno il motivo per cui lo facesse e la risposta e' stata quasi sempre la stessa: “voglio impegnarmi fattivamente per il mio paese”.

L'orgoglio, lo spirito di sacrificio, l'esaltazione dello spirito di corpo e dell'amore per la cosa pubblica, non sono mai stati così fortemente presenti allo stesso tempo nella stessa persona. Ammirevole!!!

A questo punto il nostro paese può considerarsi veramente fortunato, ho pensato, visto che può contare su una significativa quantità di cittadini pronti ad impegnarsi e a  sacrificarsi.

Ma, purtroppo e per esperienza, so che così non e'; dopo questo questo fuoco di paglia, tutto ritorna come prima e moltissimi di coloro che non hanno avuto la fortuna di essere stati prescelti ritornano allo stato da cui sono partiti, cioè assente.

A costoro si aggiungono molti dei protagonisti politici precedenti che, dopo aver finito il proprio mandato, si rifugiano nell'oblio o nel menefreghismo, peccando così di totale incoerenza.

Si riprende la vecchia pratica di demandare invece di sentirsi coinvolti, nel dovere e nel diritto, trascurando l'imperativo che  per sentirsi liberi e proattivi e' necessaria la partecipazione (come cantava Gaber...).

Il nascondersi dietro la giustificazione più ricorrente (a questo punto dolosa) della mancanza di tempo e che rimanda tutte le responsabilità a una una entità superiore che, tanto, si prende cura di tutto, anche dei loro pensieri.

Ma e' mai possibile che per servire il proprio paese, per accollarsi un minimo di responsabilità civile si debba ricevere un incarico ad hoc? Non tutti possono diventare sindaci, assessori o consiglieri o pubblici rappresentanti. Basta la cittadinanza!

Spesso dimentichiamo che molto dipende da noi tutti, che solo quando giudichiamo  costruttivamente, muovendo quell'insieme fondamentale denominato  ”cittadinanza attiva”, chiamato a scelte e decisioni importanti, seppure in modalità indiretta e quindi meno visibile, solo allora possiamo considerarci parte integrante della società in cui viviamo.

L'eventuale distanza ideologica rispetto a chi amministra in un determinato periodo non può e non deve giustificare il disimpegno civico.

Certo la politica deve operare scelte, anche difficili e coraggiose, ma pur sempre in funzione delle esigenze della comunità amministrata; certamente non può operare in modo autarchico. 

Nell'economia di mercato, a fronte di una domanda corrisponde sempre un'offerta, cosi' nella vita di una città, se si genera una esigenza corrisponderà sempre una risposta.

Se poi questa non sarà soddisfacente allora ne scaturirà il relativo dibattito politico o sociale, a seconda dei casi. Ma in mancanza di partecipazione si correrà il rischio di estromissione dalle relative scelte.

Questa semplice ma ineluttabile forma di partecipazione si chiama Democrazia.

Però se il lassismo e l'ignavia prendono il sopravvento essa si indebolisce ed  altri interessi  potrebbero prevalere rispetto a quelli della comunità.

Purtroppo nel nostro simpatico paese  il “nucleo attivo” rimane esiguo e considerando che superiamo le quindicimila anime, in proporzione quel numero dovrebbe essere notevolmente più rappresentativo.

Gli aspetti della vita sociale da valutare sono tanti e per scoprirli basta incontrarsi, informarsi e condividere, idee e proposte.

Le forme di associazionismo possibili, quelle comunemente denominate di portatori di interessi, sono tante.

Ma anche singolarmente, come individui, il nostro impegno sarà apprezzato.

Un cittadino che stimola la crescita e la qualità è certamente “più cittadino” di chi resta passivo ad aspettare che altri lo facciano per lui.

Sono convinto che con questo spirito e, incrementando la domanda, si offrirà a chi ci amministra la sfida e l'opportunità di migliorare l'offerta.

 

Mario Boezio

m.boezio@tiscali.it

Redazione



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